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Punti Razionali Comuni fra Corano e Vangelo

Punti razionali cornuni fra Corano e Vangelo del Prof Hossein Avaregan

NOTE METODOLOGICHE

Tutti i versetti del Corano sono considerati da coloro che credono in esso ri- velazioni di Dio rivolte al Profeta Muhammad 0 al popolo da Dio, 0 rivolte al popolo dal Profeta. Ma i versetti dei Vangeli sono Ie narrazioni dei loro autori , due dei quali San Matteo e San Giovanni erano discepoli e apostoli di Cristo mentre gli altri due non 10 erano, in particolare San Luca, medico greco (Lettera ai Colossei, IV: 14) convertitosi al Cristianesimo circa vent'anni dopo la crocifis- sione di Gesu Cristo. Pertanto, razionalmente parlando, solo i detti del Cristo, ossia quelli riportati dai due apostoli, possono essere considerati rivelazione di- vina ed essere paragonati ai detti del Corano. Tuttavia, chiameremo Vangelo i detti di Cristo Stesso come Egli Ii ha chiamati (Matteo, XXIV:14). Le altre narra- zio ni d ei Vangeli, che so no considerate divinamente ispirate dalla maggioranza dei Cristiani, possono essere paragonate aile Tradizioni riferite a Muhammad il Profeta, perche in entrambi i Libri, a causa di alcune contraddizioni interne, Ie opinioni circa la loro validita divergono . Noi non useremo que ste. Per i Vangeli e per it Corano i numeri dei capitoli saranno indicati con i numeri romani e quelli dei versetti con i numeri latini .

1) PUNTO PRIMO II primo punto razionale comune da consi derare e che il Vangelo e il Corano raccomandano ed enfatizzano la ricerca personale dell a verita . A - Gesu Cristo dice: (Matteo, VII) 7 "C hiedete e vi sara dato ; cercate e troverete; picchi ate e vi sara aperto . 8 : Poi ch e chiunque chiede, riceve; chi cerca, trova; e a chi bus sa, verra aperto." Come vediamo, Gesu Cristo raccomanda la ricerca in tre modi e ci assicura il successo, e ci ammonisce c he se non 10 facciamo no riusciremo . B - Corano: (in tre diverse Sure, cap itoli, guida alia ricerca) 1. II Corano ci proibis ce di seguire ciecamente una fede e dice : (Sura del viaggio notturno, XVII:36) "E non seguire quello di cui nulla conosci." 31 Opinioni Baha'I' Primavera

2. Dio ci quida nella ricerca, Egli dice: (Sura delle schiere, XXXIX: 17, 18) "Ma coloro che evitano d'adorare Tagut e si volgon pentiti a Dio, avran- no la Lieta Novella! Annunziala , annunziala ai Miei servi! - I quali ascol- tanG la Parola e seguon la sua essenza piu bella: essi son col oro che Iddio guida, essi son coloro che han sana intelletto ." 3. Dio assicura il ricercatore , Egli dice: (Sura del ragno, XXIX:69) "Ma quelli che lotteranno zelanti per Noi, Ii guideremo per Ie Nostre vie, e certo Dio e con coloro che oprano il bene!" E chiaro che qui il termine "Iotteranno" e nella rice rca sulla via di Dio dove Egli assicura la guida.

2) PUNTO SECONDO II secondo punto razionale comune e che sia il Vangelo sia il Corano ricono- sco no che tutte Ie grandi religioni del mondo provengano da Dio . A - Gesu Cristo dol un criterio con il quale riconoscere Ie grandi religioni ispira- te da Dio, non importa quando 0 dove apparse . In verita Gesu Cristo in un insieme di allegorie paragona il regno di Dio, cioe la religione inviata da Lui , a " un chicco di senapa" che "ce rtamente e il piu piccolo di tutti i semi, rna cresciuto che sia, e il maggiore dei legumi e diventa albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono e si mettono al riparo fra i suoi rami ." (Matteo, XIII:31 , 32). Quindi Gesu Cristo paragona 10 sviluppo della religione invi ata da Dio alla crescita di una grande pianta da tali piccoli inizi. Poi Egli dice: "Ogni pianta che non ha piantato il Padre mio celeste sara sradicata." (Matteo , XV:13) . Cia significa che ogni religione che non sia da Dio terminera 0 si estinguera . Ne deduciamo che Ie grandi religioni esistenti, come l'lnduismo, il Buddi- smo e l'lslam erano da Dio, altrimenti non sarebbero sopravvissute. B - Anche il Corano, rna piu chiaramente e ripetutamente, evidenzia I'origin e divina di tutte Ie grandi religioni esistenti, come possiamo vedere: 1. Dio rivolgendosi a Muhammad dice: (Sura del perdonatore, XL:78) "E gia prima di te inviammo Messaggeri: di alcuni narrammo a te la storia, di al- tri nulla narrammo ... " Pertanto i me ssagge ri di Dio non sono sol tanto quelli menzionati nel Co- rano. Secondo Ie Tradi zioni , accettate da tutte Ie sette musulmane , come ho osservato proprio nei paesi dell ' Africa centrale, i musulmani devono credere a 124 mila profeti di Dio. 2. Dio dice che Egli ha inviato un messaggero in ogni nazion e senza ecce- zione. Egli dice: "E un Divino Messaggero suscitammo in ogni nazione" ; e anche: "e certo t'abbiam mandato come nunzio lieto di Vero e manito , e non v'e nazi one in cui non sia state gia un Ammonitore in antico." (XVI:36 e XXXV:24) . 3. II Corano paragona i falsi detti a un alberto che non ha radici ; quindi non pua reggersi. Dio dice anche che se un vero profeta come Muham- m ad attribuisce a Dio un detto che Dio non ha pronunciato, Dio non permettera a quel profeta di permanere . II versetto piu breve del Corano per distinguere il vero dal falso e quello che dice: "per certo, evanescente cos a e I'errore!" (XVII:81). Pertanto Dio ha affermato che Egli ha inviato tutte Ie grandi religioni esi- 32 stenti del mondo a nazioni diverse. Opinioni Babd'i Primavera

4. II Corano dichiara che anche i riti religiosi delle altre religioni sono da Dio. In verita Dio afferma: "A ogni nazione destinammo riti che essa os- serva. Non discutano dunque con te sull'Ordine." (XXII:67). Poi Egli di- ce: "E se essi disputano con te , di loro : 'Dio sia meglio quello che voi fa- te' ." (XXII :68). Quest'ultimo versetto, che fu rivelato a Medina, mostra che non e solo alia Mecca che Muhammad ha dichiarato ai non credenti: "voi avete la vostra religione, io la mia" (CIX:6), rna anche a Medina Dio ha racco- mandato la perseveranza in presenza delle opposizioni dei non credenti. E solo questa punto comune che rende razionale il concetto di Dio e la necessita della religione . In verita , I'idea che durante il periodo della sto- ria dell'umanita quando Ie nazioni erano isolate I'una dall'altra, Dio ab- bia dato la vera religione sol tanto a una piccola parte del mondo e con- sentito a falsi profeti di diffondere falsi insegnamenti alia maggior parte dell'umanita, non e concorde con iI nobile concetto di un Dio benevolo, giusto e onnipotente. I suddetti versetti provano quindi che iI Dio dei Vangeli e del Cora no e benevolo, giusto e onnipotente.

3) PUNTO TERZO San Pietro nel suo secondo discorso ai Giudei, narrato ne Gli Atti degli Apo- stoli (1II:20-23) dice che Gesu Cristo e iI "Profeta come Mose", profeti zzato da Mose quando, rivolgendosi ai Giudei, disse: "II Signore Dio vostro suscited di mezzo ai vostri fratelli un profeta simile a me : e voi 10 ascolterete in tutto quello che vi did". La chiave per far entrare i Giudei nel regno di Cristo era in realta questa profezia di Mose. II titolo di "Profeta come Mose" e piu importante del ti- tolo Figlio di Dio che e dato ai discendenti di Set (Genesi, VI :2) e a tutti i Giudei dell'Egitto (Esodo, IV:22) , e che San Giovanni riconosce a tutti coloro che credo- no in Cristo (Giovanni, I: 12). II Corano non fa distinzione tra i Messaggeri di dio e considera Muhammad uno di loro. In verita, dice (Sura della vacca, 11:136) : "non facciamo differenza al- cuna fra loro" . E ancora Dio dice: (Sura dellafamiglia di 'Imran , III : 144) "Mu- hammad non e che un Messaggero di Dio come quelli che 10 han preceduto in antico" .

4) PUNTO QUARTO II quarto punto razionale comune e I' uso delle allegorie. A - Gesu Cristo ha usa to delle para bole la cui interpretazione e data da Lui Stes- so e sono riportate da San Matteo (XIII) . Ma San Giovanni riporta molti det- ti di Cristo la cui interpretazione letterale e fisicamente impossibile . L'inter- pretazione letterale di alcuni di questi detti ha fatto sorgere delle credenze dogmatiche , inconciliabili con la scienza, che sono state considerate mito- logiche perfino da alcuni esponenti e alti prelati della chiesa. Un caso in cui e possibile distinguere un'allegoria e dove troviamo un detto con un chiaro significato in contraddizione inconciliabile con iI detto che non e chiaro : deve allora necessariamente applicarsi iI principio di non contraddizione. Per esempio : Gesu Cristo ha indicato dei segni per il Suo ritonro che sem- brano fisicamente impossibili (Matteo, XXIV). Ma in altri versetti dello stes- so capitolo Egli ammonisce i credenti a essere vigili perche la Sua venuta sa- rebbe stata simile a quella di un ladro nella notte e anche il servo che non 33 Opinioni Bahd '{ Primavera

veglia viene minacciato, sara castigato e scacciato Ja dove sara pianto e stri - dor di denti (XXIV:50, 51). Queste raccomandazioni e minacce sono in con- traddizione con Ie realizzazioni letterali dei segni straordinari indicati per il Suo ritorno, perche se appare uno di essi, come la caduta delle ste lle sulla terra, I'oscurarsi del sole e della luna 0 I'apparizione di Cristo nel cielo con gli angeli, immediatamente Ie stazioni radio di tutti i paesi del mondo infor- merebbero tutti i popoli e tutti Lo accetterebbero. Questa contraddizione prova che i segni straordinari so no un'a llegoria e non si realizzeranno letteralmente proprio come i segni straordinari indicati dai profeti d'Israele per la prima venuta del Cristo (come la sua venuta con potere temporale e il ritorno corporale di Elia dal cie lo) non si compirono letteralmente, rna si sono tutti compiuti spiritualmente in Gesu Cristo. B - Le allegorie del Corano: anche nel Corano vi sono molti versetti la cui in- terpretazione letterale e contraria alia scienza, rna vi sono dei versetti che rendono facile distinguere quelli allegorici. l. Nella Sura dellafamiglia di '/mran (III:7) leggiamo: "Egli e Colui che ti ha rivelato il Libro: ed esso contiene sia versetti solidi, che so no la Madre del libro, sia versetti allegorici. Ma quelli ch'hanno il cuore traviato se- gnono cia che v'e d'allegorico ... mentre la vera interpretazione di quei passi non la conosce che Dio." Questo versetto mostra che ogni versetto il cui significato non e chiaro puo essere considerato allegorico . 2. In diversi capitoli del Corano troviamo detti simili a questa: "E l'abitudi- ne di Dio troverai che non muta, e troverai che I'abitudine di Dio non si cambia." (Sura del Creatore, XXXV :43). Secondo questa versetto, e altri simili, se un versetto sembra apparentemente chiaro rna la realizzazione della sua interpretazione letterale non e conforme a "I'abituale agire di Dio con gli Antichi", que I versetto deve essere considerato allegorico. 3. Ai due versetti precedenti possiamo aggiungere I'uso del metodo genera- Ie di non contraddizione nei detti di Dio, come abbiamo visto per il ri- torno di Cristo. 4. Dobbiamo considerare che al punto l. il Corano dice: "Ia vera interpre- tazione ... non la conosce che Dio." ~indi tutte Ie interpretazioni non sono affidabili. 5. Dio ha promesso di inviare la sua interpretazione. Infatti Egli dice : (VII:52) " ... il giorno in cui l'interpretazione verra.. .". Le tradizioni isla- miche dicono che il Mahdi portera I'interpretazione .

5) PUNTa QUINTO II Vangelo e il Corano usano Ie parole vita eterna, morte, resurrezione, luce, tenebre, bere, mangiare come simboli con un significato spirituale. A - Le allegorie spirituali di Gesu Cristo si possono trovare nel Vangelo di San Giovanni. l. Egli disse: "In verita, in verita vi dico: chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna, non va in giudizio, rna passa da morte a vita." (Giovanni, V:24). E chiaro che non e la vita fisica che e eterna. 34 2. Egli disse: "10 sono la luce del mondo; chi segue me , non camminera nel- Opinioni Baha'{ Primavera

Ie tenebre .. . ". (Giovanni, VIII : 12). E evidente che Cristo non era la luce fisica rna la luce spirituale del mondo. 3. Egli disse: "Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scatu- riranno fiumi d'acqua viva ." (Giovanni, VII:37). E sicuro che non si tratta di acqua materiale rna di conoscenza divina che scaturira. 4. Egli disse: " ... viene I'ora in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce ... " (Giovanni, V:28) . Sicuramente Egli intende i Giudei che vivevano rna erano spiritualmente morti, di coloro che sono fisicamente nella tomba non rimane altro che Ie loro ossa. 5. Quando uno dei suoi discepoli gli disse: "Signore, prima permettimi di andare a seppellire mio padre", Gesu gli rispose: "seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti." (Matteo, VIII :21-22) . 6. Quando vediamo "i morti che devono seppellire i morti" devono essere i non credenti in Cristo, quindi i credenti sono i risorti dai morti. 7. Egli disse: "10 sono la risurrezione e la vita" (Giovanni, XI :25) . Quindi in Cristo e la resurrezione dei morti del Giudaismo 0 del Paganesimo. B - Anche nel Corano troviamo che so no usati gli stessi' simboli : 1. E detto: "E non chiamare morti coloro che son stati uccisi sulla vita di Dio, anzi, vivi sono, nutriti di grazia presso il Signore!" (Sura dellafami- glia 'Imrtin, III: 169). Sicuramente questo si riferisce alia vita spirituale e al nutrimento spirituale. 2. Dio dice anche: (VI:122) "E che Forse colui che era morto e che Noi ab- biam suscitato a vita e a cui abbiam dato una Luce con la quale incede fra gli uomini, e da considerar simile a chi sta nelle Tenebre senza che possa uscirne?" La similitudine contenuta in questa versetto del Corano e rive- lata in onore di Hamza, zio di Muhammad, quando si converti e accetto la religione dell'Islam . Ed e paragonato a un altro zio di Muhammad, Ab- dulazza che rimase ostile a Muhammad. Qui Hazma e considerato come morto suscitato a vita, mentre Abdulazza e considerato nelle tenebre e ri- cevente la luce . Anche qui vita, morte, luce e tenebre hanno significati spirituali.

6) PUNTO SESTO

11 sesto punto razionale comune tra Corano e Vangelo e illoro atteggiamento verso i miracoli fisici. Cominciamo con il Corano. A - L'atteggiamento del Corano e molto chiaro e categorico. Ogni volta che Ie genti hanno richiesto un segno, Muhammad ha risposto che i segni appar- tengono a Dio. Egli e un Messaggero che segue la rivelazione divina. Vedan- si i versetti III :183; VI:37, 50 e 110; VII :188; X:21; XIII :7; XX:133; XXIX:50 . Come esempio, e sufficiente riportare qui una sola richiesta dei non credenti in cui suggerirono a Muhammad di compiere sei miracoli per provare il Suo stadio. Nella Sura del viaggio notturno (XVII) leggiamo: 90 - "e dissero: 'Non crederemo finche tu non ci faccia sgorgar dalla terra una sorgente - 91 - 0 non abbia a darci un giardino di palmizi e di vigne e non vi faccia sgorgare frammezzo, sgorgare ruscelli - 92 - 0 fino ache tu non faccia cadere il cielo, come pretendi, a pezzi sopra 35 Opinioni Baha'i Primavera

di noi, e che ci porti Iddio e gli angeli tutti a garanti - 93 - 0 fino ache tu non abbia a darci una casa d'oro 0 che tu non salga su nel cielo: rna non crederemo alia tua salita lassu, se Tu non ci porti un Libro scritto che possiamo leggere!' ." E la semplice risposta di Muhammad: "E chi son io, sia gloria al Signore, se non un uomo mortale a voi mandato da Dio?" II Dr. Mohammad Hossein Heikal, ex ministro dell'educazione egiziano, ha avuto il coraggio di citare questi versetti nel suo valido libro intitolato Hayate Mohammad, cioe La Vita di Muhammad, che e tradotto in inglese . Ho detto che ha avuto il coraggio di farlo perche, nonostante tutti i versetti coraggiosi e categorici del Corano, i libri musulmani sui miracoli sono pieni di narrazioni sui Miracoli di Muhammad, e anche quelli degli sciiti per i 10- ro Imam, e se qualcuno esprime dubbi su quei miracoli mette in pericolo la sua vita. B - II linguaggio di Cristo e anche simile a quello di Muhammad. Infatti per due volte in momenti diversi, come narrato da San Matteo (XII:39 e XVI:4), in risposta alia richiesta degli Scribi e dei Farisei che disse- ro: "Maestro, noi desideriamo vedere da te un segno", Gesu disse: "Q!lesta generazione malvagia e infedele chiede un segno, rna non Ie sara dato altro segno che quello del profeta Giona" . Sembra che la prima volta in cui a Gesu Cristo e richiesto di mostrare un se- gno sia quella narrata da San Giovanni (II : 18-19). In risposta alia domanda: "Qual segno ci mostri per far queste cose?", Egli rispose: "Disfate questo tempio in tre giorni io 10 fara risorgere". La risposta ci riporta al miracolo di Giona. Ma riguardo al miracolo della moltiplicazione dei pani narrata dai Vangeli, la conversazione di Cristo con la gente riportata da San Giovanni (VI:26-33) mostra che questo segno e questo miracoloso aumento di pane non erano avvenuti in senso fisico. Noi qui commentiamo, rna per il testa completo vogliate riferirvi al Vange- 10. Alia gente che 10 cercava Cristo disse: "voi cercate me, non per i miracoli che avete veduto, rna perche avete mangiato di quei pani eve ne siete sazia- ti". Ma quando raccomanda loro di credere in Lui, gli domandarono : "Che miracolo fai tu, ffinche 10 vediamo e crediamo in te? I nostri padri mangia- rona la manna del deserto, come sta scritto: 'Diede loro a mangiare pane ve- nuto dal cielo"'. Questa richiesta della gente mostra che il miracolo dei pani mangiati, di cui Cristo ha parlato loro, non erano fisici e materiali altrimen- ti non c'era nessuna ragione da parte loro di dire che miracolo fai e di riferir- si alia manna. Riguardo alia resurrezione di Lazzaro, che e narrata solo da San Giovanni, il quale ha scritto il suo Vangelo sessant'anni dopo la crocifissione,.se era una resurrezione fisica e impossibile che gli altri autori abbiano dimenticato un evento talmente importante. Come abbiamo visto Gesu Cristo parla sempre in termini allegorici, nello stesso modo in cui ha parlato alia gente del mira- colo dicendo loro che avevano mangiato i pani e se ne erano saziati . Pertan- to sembra che la questione della resurrezione di Lazzaro fosse I'espressione usata da Gesu Cristo dopo che Lazzaro si era convertito, come il Corano usa 10 stesso termine per la conversione di Hamza. Non e necessario scrivere degli altri miracoli, rna so no sufficienti due osser- 36 vazioni generali per mostrare che tutti hanno significati spirituali. Opinioni BaM'{ Primavera

Primo: sappiamo che Gesu fu crocifisso in una festivita giudaica. In quel giorno c'era I'abitudine che il Governatore liberasse un prigioniero su richiesta del popolo. Quando Pilato, il governatore romano, si rese con to che Gesu non era colpevole cerca di salvarLo dall'esecuzione che i sacerdoti ebrei richie- devano. Anda di fronte alla gente e chiese: "Chi dei due (Gesu 0 il criminale Barabba) volete che vi liberi?". Risposero: "Barabba!". Pilato disse loro: "Che devo dunque fare di Gesu, detto il Cristo?". Risposero tutti: "Sia cro- cifisso!" (Matteo, XXVII:21-22). E anche scritto che Pilato prese dell'acqua e si lava Ie mani dinanzi al popolo dicendo: "10 sono innocente del sangue di questa giusto. Pensateci voi!". E tutto il popolo rispose: "II sangue suo cada su noi e sui nostri figli!". Che fra tante migliaia di persone non vi Fosse nes- suno che gridasse per la vita di Cristo e inconcepibile specialmente perche molti sarebbero stati probabilmente testimoni del miracolo dei pani e dei pesCl . Secondo: quando Cristo chiese ai sacerdoti: "II Battesimo di Giovanni donde era? Dal cielo 0 dagli uomini?", essi non osarono dire dagli uomini perche temevano I'ira della folla che credeva in Giovanni. Tuttavia, sebbene Gio- vanni non avesse compiuto alcun miracolo, essi non osarono rinnegarlo, rna condannarono facilmente Gesu Cristo e, in presenza del popolo, insistette- ro che Fosse condannato, senza temere I'ira della folla che doveva aver vis to COS! tanti miracoli, secondo Ie narrazioni, compiuti da Lui?

7) PUNTO SETTIMO II Corano chiaramente e il Vangelo implicitamente rigettano la sopravviven- za corporale. A - Per quanta riguarda il Corano nella Sura dei profeti (XXI) al versetto 35 dice: "E nessun uomo, gia prima di te, rendemmo immortale. Morrai tu, mentre loro saranno immortali? - No! Che ogni anima gusted la morte .. . ". Nella stessa Sura ai versetti 7 e 8 Dio dice che nessun messaggero del passato era eterno. E nella Sura di Ya-Sin, al versetto 68 Dio dice: "COS! colui che fac- ciam vivere a lungo, ne illanguidiamo la crescita: non comprendono dun- que?" B - Per quanta riguarda il Vangelo, in quello di San Giovanni (VI:63), Gesu Cri- sto dice: "E 10 spirito che vivifica, la carne non giova a nulla: Ie parole che io vi dico so no spirito e vita." (quindi la carne non giova a nulla). Questi versi del Corano sono degni di essere scritti a caratteri d'oro sopra Ie porte d'ingresso delle moschee e quelli del Vangelo all'entrata delle chiese. Conclusione: questi punti razionali comuni mostrano quanta Ie religioni cri- stiana e islamica potevano essere insegnate conformi alla ragione e alla scienza; e so no state Ie interpretazioni erronee che hanno fatto sorgere Ie differenze delle contraddizioni osservate.

Questo articolo e la traduzione del testo base di una conferenza tenuta in inglese dal Prof. Avaregan (1901-1987) il 24 novembre 1970 alia Mindanao State University nelle Filippi- ne. Per Ie citazioni dalla Bibbia e stata usata La Sacra Bibbia, Edizioni Paoline, e per Ie citazio- ni dal Corano e stato usato Il Carano, traduzione del Prof. Alessandro Bausani, Sansoni Editore. 37